Servizio Civile
194
bp-nouveau,page-template,page-template-full_width,page-template-full_width-php,page,page-id-194,bridge-core-1.0.4,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,hide_top_bar_on_mobile_header,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-18.0.8,qode-theme-assod,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-5.7,vc_responsive,no-js

Servizio Civile

un percorso di formazione sociale, civica, culturale e professionale

Il Servizio Civile

Il Servizio Civile nazionale venne istituito nel 2001 con la legge 64 come un servizio volontario destinato ai giovani dai 18 ai 26 anni, che intendevano effettuare un percorso di formazione sociale, civica, culturale e professionale attraverso l’esperienza umana di solidarietà sociale, attività di cooperazione nazionale ed internazionale, di salvaguardia e tutela del patrimonio nazionale.

L’A.S.SO.D. ed il Servizio Civile

L’A.S.SO.D. ONLUS ha subito creduto in questa opportunità offerta dalla normativa nazionale. Sono stati così elaborati i primi progetti che poi sono stati presentati. Da qui ha avuto inizio questo lungo percorso che ha visto la presenza dei primi volontari impiegati nell’associazione con il compito di occuparsi dell’attività di inclusione sociale e di animazione dei ”ragazzi” con disabilità.

Dopo i primi anni in cui la legge si sperimenta sul campo, dal 2001 al 2005 in cui si ha ancora un doppio binario del servizio civile, con la figura dell’obiettore di coscienza e quella del volontario, si passa al momento decisivo nel 2005 quando ufficialmente cessa il servizio civile sostitutivo obiettore di coscienza e resta solo il Servizio Civile Nazionale. A questo punto l’Ufficio Nazionale del Servizio Civile, che è incardinato all’interno della Presidenza del Consiglio dei Ministri, decide di istituire un albo degli Enti che vogliono utilizzare questa opportunità.

Da qui inizia la vera sfida con l’accreditamento dell’A.S.SO.D. ONLUS come Ente di Prima Classe nell’Albo nazionale che presupponeva e presuppone tutt’ora la presenza di professionalità, competenze e sistemi di formazione, monitoraggio e valutazione che richiedono un approfondimento professionale. L’A.S.SO.D. ONLUS oggi è presente in sei regioni d’Italia. Questo vuol dire essere interfaccia diretta dell’Ufficio Nazionale del Servizio Civile e quindi avere la possibilità di fornire servizi agli enti inferiori, di terza e quarta classe, e organizzare corsi di formazione per operatori locali di progetto. Una sfida che è divenuta ancora più importante alla luce delle recenti riforme del Servizio Civile. Nel 2017 infatti con il Decreto legislativo 6 marzo n 40, entrato in vigore il 18 aprile dello stesso anno, viene istituito il Servizio Civile Universale.

Dal momento dell’entrata in vigore della Riforma del Terzo Settore nel 2017 si hanno degli importanti cambiamenti: innanzitutto potranno partecipare al bando per il servizio civile universale anche i cittadini stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno, cambiano anche i settori, i giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni potranno scegliere di svolgere il periodo di servizio civile in progetti e attività varie, come protezione civile, tutela del patrimonio storico, artistico e culturale, promozione della pace tra i popoli, tutela dei diritti umani. Inoltre parte del periodo di servizio civile potrà essere svolto per un massimo di tre mesi, anche in uno dei Paesi dell’Unione Europea. Novità anche per gli enti che ammetteranno ai progetti giovani in situazioni di svantaggio sociale: sarà predisposto un meccanismo di premialità per gli enti che favoriranno l’impiego nelle nuove attività del servizio civile di giovani con particolari situazioni di disagio sociale. Ma la vera svolta consiste nella presenza di un unico albo del Servizio Civile Universale. Una nuova sfida che l’A.S.SO.D. ONLUS è pronta ad affrontare avendo tutti i requisiti e le professionalità richieste dalla nuova normativa. L’A.S.SO.D. diventerà pertanto un ulteriore punto di riferimento per tutti quegli Enti che da soli non potranno adeguarsi al nuovo sistema.

Obiettivi raggiunti e sfide future

Ad oggi l’A.S.SO.D. ONLUS ha al suo attivo innumerevoli progetti di servizio civile per un totale di oltre 2000 volontari di cui 1104 impiegati, dal 2005 al 2018, nella rete dell’Associazione ASSOD ed il restante a servizio di altri Enti, quali Comuni, Istituzioni scolastiche, altre Associazioni e cooperative che si sono affidati all’A.S.SO.D. ONLUS per la presentazione dei progetti. Come dicevamo infatti, in qualità di Ente di prima classe, l’A.S.SO.D. ONLUS fornisce servizi di progettazione, supporto tecnico, selezione (con selettori accreditati presso il Dipartimento della Gioventù e Servizio Civile Nazionale), formazione operatori volontari e Operatori Locali di Progetto (OLP), monitoraggio e valutazione progetto, ad Enti di terza e quarta classe, avvalendosi della professionalità di collaboratori ed esperti in materia.

In particolare nell’ultimo quinquennio ha erogato i servizi di cui sopra ai seguenti Enti i cui progetti sono stati approvati e finanziati dall’Ufficio nazionale Servizio civile: Comune di Vittoria, Comune di Santa Croce Camerina, Comune di Avola, Comune di Solarino, Comune di Ferla, Comune di Palazzolo Acreide, Comune di Canicattini Bagni, Comune di Pachino, Comune di Carlentini, Comune di Priolo, Comune di Buccheri, Comune di Buscemi, Comune di Rosolini, ecc.

Grazie quindi all’A.S.SO.D. ONLUS Ispica è diventata punto di riferimento per il servizio civile dell’intero Sud Est della Sicilia.

I Giovani raccontano la propria esperienza di Servizio Civile

Il SERVIZIO CIVILE sa quando arrivare nella vita di un ventenne!
Quando arriva lo si coglie come una scommessa personale, perché magari in quel momento la vita non ti offre nulla di meglio (a primo pensiero) e ti capita di tuffarti in questa avventura pensando: ”Beh, intanto facciamo questo, poi si vedrà!”. Ebbene, da quel febbraio 2015, primo giorno in cui ho varcato la porta dell’Associazione, non ne sono più uscita. Primo giorno di paura, di ansia, di curiosità e di una voglia di fare che non mi ha mai abbandonata e che anzi mi ha premiata con nuove amicizie, nuovi valori e nuove scoperte. Anni fatti di continuo studio e di conoscenza, di crescita professionale e anche soprattutto personale. Determinazione, impegno e umiltà mi hanno permesso di vivere varie esperienze come volontaria del Servizio Civile. Tra queste come dimenticare l’incontro con il Presidente della Camera presso Montecitorio il 2 giugno del 2015. Di certo però, l’esperienza che ad oggi reputo la più importante è stata indubbiamente il poter rappresentare i giovani volontari siciliani durante l’Assemblea dei delegati Regionali tenutasi a Roma il 21 e 22 maggio 2016. Grazie a questa opportunità ho potuto toccare con mano la ”macchina operativa” del Servizio Civile, conoscendone parte dei vertici; è stato un momento di confronto e di dialogo con altri ragazzi che svolgevano la mia stessa attività in tutta Italia. Fu quella l’occasione, davvero speciale, per ognuno di loro e anche per me di raccontare il modo in cui vivevamo il Servizio Civile nella nostra Regione d’appartenenza. Io e quei sei siciliani o meglio ”Delegati regionali”, conosciuti su un treno, in quel momento, rappresentavamo e avevamo la responsabilità di far valere diritti e doveri, ma prima di tutto la fiducia e le speranze di tutti i giovani volontari come noi. Questo forte senso di responsabilità che ho sentito in quell’occasione lo porto ancora oggi nel mio ”piccolo”, lo sento forte, e, considerato che da quella porta non sono ancora uscita, sono certa che lo porterò ancora avanti per lungo tempo.

Sara Iozzia

Era il primo giorno di attività, eravamo quasi 100 volontari e ci chiesero di scrivere una metafora che rappresentasse la nostra idea di servizio civile. Per qualcuno il servizio civile era una valigia da riempire, per altri un libro da leggere, una scatola di sorprese, una pianta da coltivare, una famiglia di cui prendersi cura… per me il servizio civile era il 21marzo, il primo giorno di primavera. Il 21marzo non sai mai cosa aspettarti dalla stagione che verrà ma tutto sembra presagire giorni di colori, leggerezza e amore. Ero troppo presa dagli esami da affrontare nella mia carriera universitaria e problemi quotidiani troppo comuni per la mia generazione ma ”per sentito dire” volli per un attimo fare qualcosa che riguardasse poco i miei studi, qualcosa che sfruttasse sorrisi, passioni, capacità di ascolto e voglia di mettersi in gioco, qualcosa per sentirmi finalmente utile!

Quel ”sentito dire” mi ha regalato un anno più bello di ciò che mi aspettavo, ho interagito con giovani di tutte le età, con bambini, anziani e ho conosciuto il mondo del volontariato, perché le spettanze previste danno una piccola autonomia che non toglie senso e valore all’impegno volontario che si presta per l’altro. Durante quest’anno ho scoperto la mia primavera, sono rinata con qualità e sensibilità che non sapevo di avere che valgono più di gran parte delle conoscenze acquisite da libri e codici. Colorare, cantare, ballare con i disabili, anziani, bambini mi ha fatto conoscere il loro mondo che è molto più vero e genuini del nostro.

Guardiamo tutto da prospettive ”normali” e ci perdiamo le sfumature speciali della nostra età. Per me il servizio civile è stato speciale e ho imparato che nella vita possiamo andare avanti solo se abbiamo gli altri accanto -uguali o diversi che siano- e che spendere parte del nostro tempo per gli altri è il miglior investimento che possiamo fare per il nostro futuro. Sono un cittadino attivo del mio paese ed è stato un privilegio poterlo dimostrare. Basta poco, basta cominciare dall’essere un volontario di servizio civile.

Manuela Raimondo

Mi chiamo Concita Rustico e ho partecipato al progetto di servizio civile denominato ”Io e te insieme”, inizialmente per curiosità e su consiglio dei miei genitori, che avevano sentito parlare di questa opportunità. Era la mia ultima possibilità perché poi avrei compiuto 25 anni (ancora in quel periodo si poteva presentare la domanda entro i 25 non compiuti) e così ho deciso di mettermi in gioco. Ho scelto proprio questo progetto perché rappresentava una scommessa per me, avrei avuto a che fare infatti per la prima volta proprio con il mondo della disabilità. Il mio anno di servizio civile è stato fantastico, ho conosciuto tanti altri ragazzi/e che stavano facendo la mia stessa esperienza, ci confrontavamo e ad è rimasto comunque un bel rapporto con loro. Il mio impegno è stato un crescere sempre, ho avuto anche io qualche difficoltà iniziale, ma la voglia di imparare e conoscere ha superato qualsiasi barriera. Quest’anno mi è volato, quando ho iniziato questo percorso ero già in attesa di mio figlio Matteo, ma non mi sono mai fermata o non ho rinunciato a ballare, tagliare, costruire anche sporcarmi per cercare di allietare la loro giornata. Mi sono sempre più affezionata ai ragazzi che frequentavano il centro, soprattutto mi è rimasto nel cuore Tonino, un ragazzo sulla sedia a rotelle molto giovane, mi sorrideva sempre pieno di voglia di superare ogni barriera tra noi. Se mi dovessero chiedere, rifaresti quella esperienza? Risponderei si senza alcuna esitazione proprio perché mi ha dato quella spensieratezza ma allo stesso tempo mi ha fatto crescere e mi ha reso responsabile e capace di prendermi cura di persone che da sole sarebbero vulnerabili.

Concita Rustico

Ho scelto il servizio civile perché da studente universitario mi avrebbe aiutato dal punto di vista economico e poi avrei avuto l’opportunità di fare un’esperienza come poche, così come è stato. Il progetto che ho scelto ”germogliamo” mi ha aiutato ad applicare gli studi da me scelti oltre che a confrontarmi con una realtà che fino a prima ignoravo completamente. So che sembra una frase fatta, ma con il servizio civile ho affrontato una crescita personale che sicuramente non avrei potuto ottenere da nessuna altra parte, oltre che offrirmi un opportunità lavorativa che vivo tutt’ora.

Salvatore Amore

Posso definire i miei due anni di servizio civile come una delle esperienze più costruttive che abbia fatto nel mio percorso di vita. Porto ancora oggi, e credo sarà così sempre, gli insegnamenti che il servizio civile mi ha donato. Il primo impatto è stato sicuramente difficile: nuovo ambiente, approcci nuovi, la paura di sbagliare.
Anche il rapporto con i ragazzi con cui collaboravo era da curare accuratamente e con pazienza ogni giorno. Quindi non nego che il lavoro è stato duro sin da subito ma le soddisfazioni e gli stimoli sono stati molti.
L’insegnamento più grande l’ho avuto dai miei amici speciali, i ragazzi di ”Casa Chiara” e ”Casa del Volontariato”, che con la loro spontaneità, purezza e naturalezza mi hanno donato di capire cosa significa sentire l’affetto vero, gratuito, profondo, sincero, quell’affetto che ti sprona a dare di più e a donarsi totalmente. Ho compreso più a fondo che l’amore cambia ogni cosa, nonostante le difficoltà e le prove che avrai di fronte, l’amore vince e cambia ogni cosa. E grazie a questo ho visto dei ”miracoli” nei miei due anni di servizio civile. La mia vita dipendeva dal mio servizio, i miei ragazzi erano la mia seconda famiglia e casa. Insieme abbiamo vissuto momenti importanti e forti. Vorrei raccontare di ogni ragazzo che ho incontrato ma dico solo che nella nostra diversità siamo tutti esseri speciali.
Auguro a tutti i ragazzi che intraprendono questo cammino, di sperimentare la gioia di essere toccati e cambiati nel profondo, e di crescere nella tenerezza e sensibilità.

Giulia Galifi